Ėnt la Cumuno dė Salso, tacā a lā meizoun dė lā Fountana, la sė trobbo calcuna dė lā véllha galarģa dė péiro douso, a cazi 1400 méttre dąoutoūr. La sė po sėnhalā coum pounty ėntėrėsant, quė beuico sū toutto la valaddo, la plaso quź dapč dė la galarģo dīto Gianfranco, proppi sū dun pėrsipģsi..
Nel Comune di Salza, prossimi allabitato di Fontane, si trovano alcuni dei vecchi siti minerari di talco, a circa 1400 m. di quota. Si segnala di discreto interesse paesaggistico un punto di belvedere localizzato sul piazzale prossimo alla galleria denominata Gianfranco, che presenta un improvviso strapiombo sulla valle.
Cant la sź coumėnsą a gatā
Lėstrasioun dī minerāl ėnt lā Valaddā coumėnso vėr lhann seisanto dā XIX sičcle, oou l“ėsfrutamėnt dė calc chitta chava dė tčro nģėro ėnt la zono dā Poumarč, ma ī sė deivėloppo moc oou la coultivasioun dī depozit dė péiro douso, e lerčsto la prėnsipalo activitą ecounoumicco dė la zono.
Lattivitą estrattiva
Lattivitą estrattiva nelle Valli iniziņ verso gli anni sessanta del XIX secolo, attraverso lo sfruttamento di alcune piccole cave di grafite nella zona di Pomaretto, ma solo con la coltivazione dei ricchi giacimenti di talco si sviluppņ, diventando la prima attivitą economica del bacino.
La péiro douso
La péiro douso lź lou mėnc dur dī metal, ma quełito ī po ėntėmėnā lou viddre. Ilh ą diversa prouprietą: lź un boun izoulant, un lubrificant a séch e ilh absorbo bén lā soustansa grāsa e lī coulourant.
Ī trobbo soun aplicasioun ėn lėndłstrio alimėntaro (brilhanteuiro da rī ), dė laz ėstofa, dā papģe, dī viddrź, ėn farmasģo, ėn cousmético, ėn lā fabricca dė lā coulour e dė lā vėrnīs.
Il talco
Il talco č il meno duro dei metalli, ma cotto puņ scalfire il vetro. Ha diverse proprietą: č un buon isolante, un coibente, un lubrificante a secco, ha un alto potere assorbente delle sostanze grasse e delle materie coloranti.
Trova applicazioni nellindustria alimentare (brillantatura del riso), tessile, cartaria, vetraria, farmaceutico-cosmetica, chimica, dei colori e delle vernici.
Cant lā galarģa dė la Val Germanasco an paréisł
Lėrchčrcho dė la péiro douso sėncamino oou calc dificultą. La sė coumėnso a gatā sėnso uno véro ourganizasioun. La sė tiro foro dā sōl dė grosā laouza, lā pi aouta, pėr fā dėstła, dė plat, deicučla, dė pčla, dė fčre da ėrpasā, deichąoudo-leit, dancrģe e dun po tout soc po sėrvī da utilizā tui lī jołėrn.
Ėnt la sėgoundo meitą dė leutsėnt, calcun dā Prie e dė Prāl coumėnso a curā a la viroun dā Croūzét e dė lā Fountana, pėr tirā foro lī bloc dė minerāl quė lei aflouravėn.
Surtout uno donno sė fai valguź ėn quėtto activitą, uno Rostagno dė la Sannha, frasioun dā Prģe, quė fai gatā divčrsi toc dė galarģo ėnt la zono dė Faié e dā Croūzét. Toutta eiclā chitta tuna, e calcuna un po ėncā lā vź euiro, laz ąn pilhą lou nom dė Lī trapoun dė la Rooutannho. Ėn pi, quėtto donno, pitost courajouzo, ilh ą fin fait bātī un moulin arėnt a sa meizoun; lź ītą la primmo vź quė la sź prouvą a moulinā la péiro douso..
Tout eiquén ą sėrvi pėr tirā latansioun dė daoutra coumpanhģa e parélh lą coumėnsą uno couėrso pėr laproupriasioun dī tėrén quė pouģėn čse ėsfrutą.
Nascita delle miniere in val Germanasca
La ricerca del talco decollņ in origine con varie difficoltą. Inizialmente si scavava in modo irrazionale. Si ricavavano dagli strati superficiali del terreno grosse lastre, allo scopo di fabbricare stufe, piatti, scodelle, padelle, ferri da stiro, scaldaletti, calamai o altri oggetti di uso quotidiano. Nella seconda metą dellOttocento furono alcuni valligiani di Perrero e Prali che iniziarono a scavare nei dintorni di Crosetto e di Fontane, allo scopo di portare alla luce i blocchi di minerale che affiorava in quelle zone.
In particolare, si distinse in questa attivitą una donna, tale Rostagno di Sagne, frazione di Perrero, che fece scavare diversi spezzoni di galleria nelle zone di Faetto e di Crosetto. Tutti questi scavi, in parte ancora visibili, presero il nome di Lī trapoun dė la Rooutannho. Non solo, ma questa donna, assai coraggiosa, fece addirittura edificare un mulino nei pressi della sua abitazione; fu il primo tentativo locale di macinazione del talco.
Questo servģ a richiamare lattenzione di altre compagnie e si sviluppņ una corsa per lappropriazione delle aree sfruttabili.
Deiplasamėnt dė lā galarģa
A la viroun dā 1880 lā galarģa dė péiro douso ā sė troubavėn a Pral, a Faič, a Manéllho, a Salso e a Roure. Tutta la chitta coumpanhģa, fin a quėllepocco, vendģėn a Bianēon tant la péiro douso coum la marquizėtto. Pi tart, la sź peui pėnsą a la coustrusioun dī moulin: ā Prie e a San Sebastian pėr la péiro douso e soubbre Peirouzo pėr la tčro nģėro.
Dislocazione delle miniere
Intorno al 1880 le cave di talco erano dislocate a Prali, Faetto, Maniglia, Salza e Roure. Tutte le piccole compagnie, fino a quellepoca, vendevano a Brianēon tanto il talco quanto la pirite. In seguito si provvide alla costruzione dei mulini: a Perrero e a San Sebastiano per il talco e a monte di Perosa per la grafite.
Trasport dā materiāl
Dėmprim, lou materiāl quun avģo tirą foro un lou moulinavo soumariamėnt e un lou pourtavo aval ėn dė bėnna, sū dė léā ėrbėlā da lā donnā e dai meinā, sü dė teleferica e ooub dė carét.
Unobbro grandiouzo, counouisło ėn la valaddo coum Lou gran courdoun dā Count Braydoou simplamėnt La Braido lź ītą lėmplant fourmą da dė teleferica e dė decauville a la vź, quė pėrmėtģo dė fa aribā la péiro douso da Sapatlé (m. 2034) e dā Malzas (m. 1800 ėnviroun) fin a lėstasioun dī grosi qučr dā Pont dė la Vėllhoa 800 m. d ąoutour.
Lou Gran Courdoun vén inaougurą lou 23 dotobbre dā 1893 e pėr loucazioun la sė fai uno grōso fčto.
Trasporto del materiale
Inizialmente il materiale estratto veniva macinato sommariamente e portato a valle in gerle, su slitte trainate da donne e bambini, su teleferiche e mediante carretti.
Unopera grandiosa, conosciuta in valle come Lou gran courdoun dā Count Braydo o semplicemente La Braydo fu limpianto costituito da un sistema misto di teleferiche e decauville che permise di fare arrivare il talco da Sapatlé (m. 2034) e da Malzas (m. 1800 circa) fino alla stazione dei grossi carri del pont dė la Vėllho, a 800 m. di quota. Venne inaugurata il 23 ottobre 1893 e per loccasione si bandģ una grossa festa.
Lā counchesioun
Dā 1907 la Souchėtą Talco & Grafite Val Chisone ėrlčvo bién dė galarģa ėn Val Germanasco e, ėntėr lou 1918 e lou 1920, toutta lā counchesioun dā Col dė la Rousso ėn Val Clūzoun, quė dounavėn jo da travalhā a pī dė 300 ouvrģe.
Lā coumpanhģa, pėr aguź lou dréit dėsfrutā lī depozit, lā dėviėn pagā ai prouprietarī dā tėrén, a tittre dafit, uno soummo noumā Lou dréit dė la peiro douso, e lčro uno bouno ėsołėrso pėr lī prouprietari dī foundou. La légge da 29/07/1927 améno co pėr la péiro douso lou regimme minerari, parélh lou sousōl arčsto proupriėtą demanialo e lou dréit dė la peiro dousodisparéi.
Le concessioni
Nel 1907 la neonata Societą Talco & Grafite Val Chisone rilevņ numerose miniere in Val Germanasca e, fra il 1918 e il 1920, tutte le concessioni del Colle della Russa in Val Chisone, che davano gią lavoro a pił di 300 operai.
Le Compagnie, per avere il diritto di sfruttare i giacimenti, dovevano pagare ai proprietari del suolo, a titolo di affitto, una somma definita Lou dréit dė la peiro douso, e ciņ costituiva per i proprietari dei fondi una buona fonte di reddito. La legge del 29/07/1927 introdusse anche per il talco il regime minerario, cosicché il sottosuolo divenne proprietą demaniale e lou dréit dė la peiro douso fu estinto.
Lā coundisioun dė travalh dė lhouvrģe
Sė lou trasport sė moudernizavo, tutłn lī sistemme dėstrasioun dā minerāl arestavėn primourdiāl.
Fin ā 1925, pėr plasā lesplouzģou, lī mineūr fėziėn dė pėrtur ėn manouvrant a man uno lonjo pountio ėn fčre e un grō martčl. Fin quė la pėrfourasioun čro ītā faito a man, la silicozo ilh čro pā counouisło. La difuzioun dė quėtto malatģo tacco poqqui ann aprče lėntroudusioun dė lā pėrfouratris a aire coumprés, a séch, e ī fai sā victimma fin vėr lhann seisanto, cant finalmėnt la pousiéro callo un poc oou lėmpiec dė lā pėrfouratris a iniesiun idrąoulico.
Ėntėr lou 1930 e lou 1960 cazi toutta lā familha dė la valaddo avģn almėnco un mort pėr silicozo.
La mourdernizasioun continuo ooub lėntroudusioun dė lā pala mecąnica, fin a aribā a lā pi moudčrna pala diesel e a lesplousiou ėn gelatino ooub ėnto elétricco.
Condizioni di lavoro degli operai
Se si modernizzava il trasporto, restavano primordiali i sistemi di estrazione del minerale. Fino al 1925, per sistemare lesplosivo, i minatori praticavano fori manovrando a mano un lungo punteruolo di ferro ed un grosso martello. Finché la perforazione venne effettuata manualmente, la silicosi non era conosciuta. La diffusione di questa malattia iniziņ pochi anni dopo lintroduzione delle perforatrici ad aria compressa, a secco, mietendo vittime fin verso gli anni sessanta, quando finalmente la polverositą diminuģ con limpiego di perforatrici ad iniezione idraulica.
Fra il 1930 e il 1960 quasi ogni famiglia della valle contava una vittima della silicosi al suo interno.
Lammodernamento continuņ con lintroduzione di pale meccaniche, fino ad arrivare alle odierne pale diesel e allesplosivo in gelatina con innesto elettrico.
La salutte dī mineur
La i ą pluzioura razoun quė fan e quė fėzģėn, surtout pėr lou pasą, riscā la salutte dė lhouvrie ėmbč quī travallhėn sout a tčro: la mancanso dė lucche, la pocco plaso, la mancanso daire, souvėnt charją dė pousiero dė peiro douso e dė roccho, lamplificasioun dā tapagge douną da laz ėsplouzioun e da lā mąqquinā quė la sutilģzo, coum lā pėrfouratrīs, lā sampa e lā sounda, lhacrazamėnt e lheicaiąs ėmprevouaiabble, lou dangģe pėr lā minna.
La salute dei minatori
I fattori che pongono e che ponevano, soprattutto in passato, a rischio la salute degli operai durante il lavoro di estrazione in sottosuolo sono molteplici: la mancanza di luce, la ristrettezza degli spazi, la mancanza daria, spesso carica di polvere di talco e roccia, lamplificazione dei rumori emessi dalle frequenti esplosioni e dai macchinari utilizzati, come perforatrici, picconatori e trivellatrici, crolli e frane imprevedibili, pericoli connessi allimpiego di esplosivo...
La silicozo
La silicozo lź uno malatģo poulmounaro quė dėpėndo da la quantitā dė pousiéro quun rėspiro, dā tąous dė silice quė la i ą a la viroun e da gaire duro lou travalh ėnt un ambiėnt pā san. Lou nourmāl teisł ėspunhoū dā poulmoun sė trasfouėrmo ėnt un teisł fibroū, coum quėl duno chicatrīs. Pi lhann pasėn pi la sagrąvo, prouvoucant uno ėnsufizėnso dė rėspirasioun, e un counsėcant dann ā queur.
La malatģo po co se fā pi gravo bién dann aprče quė lou travalh ź jo funģ. La mort dā malavi ź souvėnt dėgło a dė coumplicasioun ai poulmoun e ā queur. Lou cołėrs dė la malatģo ā po čse dai quinze ai trėntann. Lhouvrģe ėncharją dė la pėrfourasioun ėn roccho soun pi ėspouzą a la silicozo quė lhouvrģe ėncharją dė lā coultivasioun, quė rėspirėn mėnc dė pousiéro dė silice, ma co sampā, deicharjā ėnt i fournél, charjā ooub la palo mecąnicco
la po čse bién dangeiroū.
La silicosi
La silicosi č una malattia polmonare che dipende dalla quantitą di polvere inalata (biossido di silicio), dal tasso di silice libera e dalla durata del lavoro nellambiente insalubre. Il normale tessuto spugnoso del polmone si trasforma in un tessuto fibroso, come quello di una cicatrice. Negli anni questo fenomeno si estende, provocando una insufficienza respiratoria, e un conseguente danno cardiaco. . la malattia si aggrava anche in anni successivi allallontanamento dal lavoro nellambiente nocivo. La morte del malato č spesso causata da complicazioni polmonari e da insufficienza cardiaca. Il decorso medio della malattia č di quindici-trentanni. I lavoratori addetti alla perforazione in roccia sono pił esposti al rischio di silicosi dei lavoratori addetti alle coltivazioni, che inalano meno particelle di silice, ma sono a rischio comunque anche le operazioni di picconatura, scarico nei fornelli, caricamento con la pala meccanica, ripiena pneumatica.
La salvo-gardo e la valourizasioun dā patrimoni dė lā galarģa.
Laz inouvasioun dė la técnologģo, la gloubalizasioun dė lecounoumģo e la nėsėsitą dafrountā la councourėnso an vitte trasfourmą lā tecnicca e lā metodda dė travalh, e parélh bién dėmplant, quuno vź sėrvģėn pėr la proudusioun, sė trasfouėrmėn ėn dė tacoun arqueoulogique. Pėr pā vź disparéise lou patrimoni minerari quė lou travalh dė la gėnt deisģ ą proudņt ėn pi dun sičcle, oou sa culturo, sā tradisioun, sā counouisėnsa, sī raport souchāl e sā realizasioun, la Coumunitą dė Mountanho dė la Val Clūzoun e Germanasco ą pėrparą, ėn coulabourasioun ooub daoutra foundasioun publicca, dėmpėrziari e dėrpėrzėntant dė leicolo e dė la culturo, un ėntėrėsant prougét pėr sa salvo-gardo, counsėrvasioun e valourizasioun. Lź parélh quź naisł lEcomuseo Regionale delle miniere e della Val Germanasca.
Salvaguardia e valorizzazione del patrimonio minerario
Le innovazioni tecnologiche, la globalizzazione delleconomia e la necessitą di affrontare la concorrenza trasformarono rapidamente tecniche e metodi di lavoro, e cosģ molti impianti, da strumenti produttivi, divennero reperti. Per evitare che il patrimonio minerario prodotto in oltre un secolo di lavoro dalle genti delle valli Chisone e Germanasca, ricco di cultura, di tradizioni, di conoscenze, di rapporti sociali e di innumerevoli realizzazioni, scomparisse, la comunitą Montana Valli Chisone e Germanasca ha attuato, in collaborazione con altri Enti pubblici, imprenditori e rappresentanti del mondo delle scuola e della cultura, un interessante progetto per la sua salvaguardia, conservazione e valorizzazione. Č nato cosģ lEcomuseo Regionale delle miniere e della Val Germanasca.
[Fonti: ROCHON Enrica, Lavoro minerario e rapporti sociali in una comunitą della Val Germanasca, , tesi di laurea, Universitą degli Studi di Torino AA. 1985/86.
AA.VV, Passi in galleria, il lavoro minerario nelle valli Chisone e Germanasca, Alzani ed. Pineirōl, 1998.
Carlo FERRERO, La storia delle miniere, quaderno di documentazione della C.M. valli Chisone e Germanasca, Perosa Argentina, 1988]